Il Comune di Casteldelci e l’Unione dei Comuni della Valmarecchia alzano il livello dell’allarme sui progetti eolici di Badia del Vento e Poggio Tre Vescovi, previsti in Toscana ma a ridosso del confine e destinati a produrre effetti soprattutto sull’Alta Valmarecchia.
Secondo gli enti locali, i due interventi prevedono complessivamente 17 aerogeneratori alti 180 metri, con una trasformazione permanente del paesaggio appenninico e un impatto pesante su uno degli elementi più identitari del territorio.
Le criticità non riguardano solo l’aspetto visivo. I progetti comporterebbero nuove strade di cantiere, abbattimenti boschivi e opere infrastrutturali invasive in aree montane fragili, già segnate da dissesto idrogeologico e frane.
Gli amministratori richiamano anche i recenti eventi alluvionali e franosi che hanno colpito l’Emilia-Romagna e la Valmarecchia, sostenendo che territori così delicati non possano essere ulteriormente caricati da grandi impianti collocati sui crinali.
Particolare preoccupazione viene espressa per Badia del Vento, già passato al vaglio della Regione Toscana e ora rimesso alla Presidenza del Consiglio per la decisione finale. Per Casteldelci e Unione dei Comuni non è accettabile che le aree di confine diventino il punto di caduta di impianti di grandi dimensioni senza una vera condivisione con le comunità che ne subirebbero gli effetti.
Da qui la richiesta di un confronto congiunto tra Toscana ed Emilia-Romagna, nel solco del protocollo di collaborazione firmato nel 2025 dai presidenti Eugenio Giani e Michele de Pascale per le aree interne di confine.
Gli enti locali chiedono infine che ogni valutazione tenga conto del principio di leale collaborazione tra istituzioni e delle indicazioni già contenute nella normativa regionale emiliano-romagnola sulle aree idonee alle rinnovabili, che privilegia zone urbanizzate, industriali o già compromesse per limitare il consumo di suolo e tutelare i paesaggi di maggiore pregio.


