L’endometriosi, patologia cronica estrogeno-dipendente che colpisce il 10-15% delle donne in età fertile, provoca crescita anomala di tessuto simile all’endometrio fuori dall’utero, generando dolore pelvico intenso, infiammazione e problemi di infertilità nel 30-40% dei casi.
In Italia ne soffrono circa tre milioni di donne, ma la diagnosi arriva in media dopo sette anni dai primi sintomi, ritardando cure e preservazione della fertilità.
Oggi, 28 marzo, Giornata Mondiale dell’Endometriosi, gli esperti sottolineano l’importanza di un riconoscimento precoce: la pillola estroprogestinica abbassa i livelli estrogenici per contrastare la malattia e alleviare il dolore.
Le terapie vanno personalizzate; se prioritaria è la gravidanza, si ricorre alla chirurgia laparoscopica per rimuovere lesioni, cisti ovariche e aderenze, migliorando le chance di concepimento naturale.
L’endometriosi riduce qualità e quantità degli ovuli, altera l’ovulazione, crea aderenze tubariche e compromette l’impianto embrionale, ma trattamenti mirati preservano la fertilità.


