Decreto Auto, RETE accusa il Governo: “Si poteva intervenire sul nascere delle imprese truffaldine”

Libertas
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Nel Consiglio Grande e Generale di San Marino è stato ratificato il Decreto-Legge n.33 del 5 marzo 2026, che introduce misure urgenti per sostenere i concessionari di veicoli colpiti dalla crisi delle immatricolazioni internazionali.

Il provvedimento prevede moratorie fiscali per 12 mesi, tutele sul credito e pegno rotativo per garantire liquidità alle imprese sane, con requisiti stringenti: calo del 40% della produzione o 50% del margine operativo nel 2024-2025, almeno tre dipendenti e attività da almeno cinque anni.

Il governo, guidato dal segretario Rossano Fabbri, attribuisce le difficoltà a restrizioni italiane contro frodi e documentazioni false, colpendo 72 operatori di cui solo 18-25 idonei agli aiuti.

L’opposizione, da Rete e Repubblica Futura, accusa l’esecutivo di ritardi: “Si poteva intervenire sul nascere contro le imprese truffaldine”, lamentando 120 attività proliferate e mancanza di trasparenza.

Approvato con 28 sì e 9 no dopo scontri, il decreto affianca il n.23/2026 per un registro digitale dei veicoli, fideiussioni da 200mila euro e tracciabilità per prevenire abusi.

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