Dal soggiorno in Romagna al delitto: la cronaca nera che unisce Rimini a Camponogara

REDAZIONE
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Il legame tra la Riviera romagnola e il femminicidio di Tania Terrin, 39 anni, trova conferma nell’atteggiamento ossessivo del suo ex compagno, Dino Keber, 43 anni, durante le sue vacanze a Rimini. Mentre si trovava in spiaggia tra gli amici, l’uomo ha bersagliato la donna di messaggi e telefonate incessanti, nonostante il silenzio di lei. Venerdì 14 agosto, l’interruzione brusca della villeggiatura e la partenza verso il Veneziano segnano l’inizio dell’epilogo.

Le immagini di videosorveglianza lo inquadrano sabato sera nei pressi della casa di Camponogara; l’ingresso in casa, senza forzature e la presenza di due bicchieri, suggerisce che la donna lo abbia accolto inconsapevole del pericolo. Il corpo è stato rinvenuto domenica dopo l’allarme dei familiari, mentre Keber si è successivamente tolto la vita nella sua officina a Dolo. La relazione, già oggetto di un codice rosso attivato il 22 aprile scorso per un tentato strangolamento, era caratterizzata da una spirale di violenza mai sopita nonostante le denunce e l’ammonimento emesso a giugno.

Gli investigatori stanno ora vagliando i dispositivi mobili e i filmati per ricostruire i momenti finali. Il passato di Keber, già noto alle forze dell’ordine per pregresse denunce di lesioni poi ritirate, si intreccia con una convivenza durata pochi mesi e segnata fin da subito da un controllo ossessivo che è culminato nella tragedia.

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