Gli Stati Uniti hanno lanciato un ultimatum all’Iran: riaprire lo Stretto di Hormuz o affrontare una distruzione totale delle capacità petrolifere.
Teheran, attraverso i Pasdaran, replica con fermezza, affermando che decideranno loro la fine del conflitto e non cederanno alle minacce.
La Casa Bianca esprime allarme per i rincari della benzina, con i prezzi già in forte salita e l’industria shale incapace di compensare il calo di offerta.
La Turchia schiera sistemi Patriot nelle regioni centrali dopo il secondo missile balistico iraniano abbattuto dalle difese NATO.
L’attacco ha colpito lo spazio aereo turco, con detriti caduti in provincia di Gaziantep, ma senza vittime.
La scadenza dell’ultimatum USA, legato anche al programma nucleare iraniano, è imminente, alimentando tensioni nel Golfo.
I mercati temono quotazioni oltre i 100 dollari al barile, con il 20% del petrolio mondiale a rischio.


