La Procura di Ravenna ha chiesto la sospensione per un anno dall’esercizio della professione a otto medici del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Santa Maria delle Croci.
Gli indagati rispondono di falso ideologico continuato per aver emesso, tra settembre 2024 e gennaio 2026, certificati di non idoneità al trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr).
Su 64 stranieri destinati alla detenzione amministrativa in vista dell’espulsione, 34 sono stati dichiarati non idonei e liberati, mentre 20 sono stati trasferiti nei Cpr e 10 hanno rifiutato la visita medica.
Le perquisizioni negli uffici, case e veicoli dei medici, effettuate a febbraio, hanno portato al sequestro di smartphone e computer con chat contenenti riferimenti a “rimpatrio” e moduli prestampati condivisi da associazioni critiche verso i Cpr.
L’interrogatorio di garanzia davanti al gip Federica Lipovscek, previsto per oggi, è slittato al 12 marzo su richiesta delle difese per esaminare la documentazione acquisita.
Il caso ha scatenato polemiche politiche, con flash mob di solidarietà ai medici organizzati dal Pd e critiche da parte di esponenti leghisti.


