Una coppia di Pesaro, Learco Ferri e Clizia Iacomucci, è bloccata in Thailandia dopo la cancellazione del volo di rientro previsto per il 10 marzo.
La vacanza, iniziata il 16 febbraio da Milano con Kuwait Airways, si è trasformata in un incubo a causa della crisi nel Golfo che ha sospeso numerose rotte aeree.
I biglietti alternativi schizzano a prezzi proibitivi, tra i 2.000 e i 4.000 euro a persona, mentre un charter dall’ambasciata italiana costa 1.250 euro ciascuno.
La coppia ha contattato l’ambasciata a Bangkok, ma le priorità sono per chi è nelle zone di conflitto diretto, lasciando i turisti thailandesi in secondo piano.
Ora alloggiano in un ostello economico per contenere le spese, con le ferie esaurite e incertezza sul lavoro.
Un volo low-cost individuato il 31 marzo è andato sold out in pochi minuti, alimentando l’attesa quotidiana sui motori di ricerca.
Fenomeno diffuso: decine di italiani, da famiglie con bimbi a gruppi di amici, affrontano ritardi, scali estenuanti e costi alle stelle per il rimpatrio.


