Le forze armate iraniane hanno lanciato un duro avvertimento contro Stati Uniti e Israele, minacciando di far schizzare il prezzo del petrolio a 200 dollari al barile.
Il portavoce Ebrahim Zolfaqari ha dichiarato che Teheran non permetterà a nessuna nave cisterna di trasportare greggio verso gli avversari, rendendo legittimo ogni bersaglio nello Stretto di Hormuz.
L’Iran passerà da attacchi reciproci a operazioni continue contro petroliere e infrastrutture nemiche, destabilizzando la sicurezza regionale.
In risposta, i 32 membri dell’Agenzia Internazionale dell’Energia hanno liberato 400 milioni di barili dalle riserve strategiche, un intervento record per calmierare i mercati.
Questa mossa, la più ampia dalla fondazione dell’AIE nel 1974, mira a contrastare le tensioni nel Medio Oriente e il blocco dello stretto vitale per il commercio petrolifero.
I prezzi del greggio hanno intanto registrato un calo, con il Wti sotto gli 85 dollari e il Brent sotto i 90, nonostante le escalations militari.


