La crisi in Iran, con l’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Teheran, minaccia gravi ripercussioni economiche per l’Italia.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riunito imprese e associazioni di categoria per valutare gli impatti sul commercio e sull’energia, confermando il coordinamento con Ue e G7 per evitare blocchi nello Stretto di Hormuz.
Le quotazioni del petrolio e del gas sono schizzate al rialzo, con il Ttf al +25% a 39,85 euro per megawattora, i livelli più alti da febbraio 2025.
Il Codacons avverte di rincari immediati su benzina, bollette luce e gas, e prezzi di trasporti e alimentari, con effetti a cascata sulle famiglie.
Il Centro Studi Conflavoro stima un danno fino a 33 miliardi di euro in sei mesi, pari all’1,5% del Pil, con inflazione al 3,5-4% e rischio di 200mila posti di lavoro persi.
Piazza Affari registra cali per banche e industria, mentre salgono i titoli energetici come Eni e quelli della difesa come Fincantieri.
Gilberto Pichetto, ministro dell’Ambiente e Sicurezza Energetica, monitora le forniture per mitigare gli effetti sul mercato italiano.


