Cronaca, Forlì. Morti in ambulanza, i Ris cercano il Dna sulle siringhe dell’indagato

GiornaleSM
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A Forlì proseguono le indagini sulla serie di decessi sospetti avvenuti in ambulanza. Gli investigatori del Ris stanno effettuando analisi approfondite sulle siringhe sequestrate all’autista della Croce Rossa Luca Spada, cercando tracce di Dna che possano fornire elementi cruciali per l’inchiesta.[1][2]

Il ventisettenne di Meldola rimane indagato per omicidio volontario continuato, aggravato dalla premeditazione e dall’utilizzo di sostanze venefiche.[1] Gli inquirenti ipotizzano che l’uomo avrebbe potuto provocare arresti cardiaci ai pazienti anziani mediante l’iniezione di bolle d’aria, una tecnica che lascierebbe tracce minime ma rintracciabili attraverso analisi medico-legali specifiche.

Le telecamere installate nell’ambulanza avrebbero documentato movimenti anomali durante i momenti in cui Spada rimase solo con i pazienti.[4] Attualmente le verifiche riguardano almeno otto decessi, di cui cinque già contestati formalmente all’autista, con la possibilità che il numero aumenti nel corso delle indagini.[1]

La Procura di Forlì, coordinata dal procuratore Enrico Cieri e dal pm Andrea Marchini, ha disposto anche la riesumazione di alcune salme per svolgere esami medico-legali approfonditi.[2] Spada continua a dichiararsi innocente e sostiene di collaborare pienamente con le autorità competenti.

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