Commissione di Controllo della Finanza Pubblica: un ruolo fondamentale che va preservato con equilibrio e rigore!

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La Commissione di Controllo della Finanza Pubblica resta un presidio centrale dell’ordinamento sammarinese, chiamato a verificare la correttezza, la legittimità e la sostenibilità finanziaria degli atti pubblici, in coerenza con la legge n. 30 del 1998 e successive modifiche.

La sua funzione è delicata perché incide sulla tenuta dei conti dello Stato e sulla credibilità delle istituzioni. Proprio per questo, il suo operato richiede competenza, indipendenza ed equilibrio, qualità indispensabili per garantire valutazioni tecniche affidabili sulla copertura finanziaria dei provvedimenti e sulla compatibilità con il bilancio pubblico.

Negli ultimi tempi, però, non sono mancate perplessità su alcuni passaggi dell’attività della Commissione. Il nodo non riguarda l’esistenza dell’organismo né l’utilità dei controlli, che restano essenziali, ma il rispetto del perimetro delle competenze assegnate dalla legge.

Secondo quanto viene rilevato, in alcune occasioni le osservazioni formulate avrebbero superato la sola verifica contabile, sfiorando il merito delle scelte amministrative e politiche. Un confine che, in un sistema istituzionale fondato sulla distinzione tra indirizzo politico, attività amministrativa e controlli di legittimità, deve restare chiaro.

Un altro punto critico riguarda il metodo seguito nella gestione di alcune pratiche, soprattutto quando vengono richiesti approfondimenti o disposte sospensioni dell’esame. In uno Stato di diritto, ogni intervento che incida su un procedimento amministrativo dovrebbe essere formalizzato, motivato e tracciato con precisione.

La sospensione di una pratica, infatti, non può basarsi solo su indicazioni verbali, ma deve poggiare su atti chiari e documentati, in grado di garantire trasparenza, certezza dei rapporti e pieno diritto di interlocuzione per l’amministrazione interessata.

Quando questo non avviene, il rischio è quello di alimentare incertezza procedurale, rallentamenti e incomprensioni, con effetti negativi sia sull’azione amministrativa sia sull’autorevolezza dell’organo di controllo.

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