La III Commissione Consiliare Permanente ha aperto i lavori con il riferimento del Commissariato Generale per la partecipazione di San Marino all’Expo Universale di Osaka 2025, trasformato poi in un ampio bilancio politico e operativo dell’esperienza giapponese. Federico Pedini Amati ha rivendicato il risultato ottenuto dalla Repubblica, definendo l’Expo un’occasione di rappresentazione identitaria e non una semplice fiera commerciale, e ha sottolineato il valore dell’incontro tra i Capitani Reggenti e l’Imperatore del Giappone, oltre al contributo decisivo dei giovani volontari.
Il Segretario di Stato ha indicato nei numeri la misura del successo: circa 3,8 milioni di visitatori, oltre 750 mila euro di incassi e un risparmio di circa 590 mila euro rispetto al budget iniziale. Anche Filippo Francini, nella relazione finale, ha rimarcato il raggiungimento e il superamento di tutti gli obiettivi assegnati al Commissariato, evidenziando un costo effettivo per lo Stato intorno ai 710 mila euro, la partecipazione di oltre venti operatori sammarinesi e il sostegno di più di trenta sponsor.
Nel dibattito sono emersi toni molto favorevoli alla continuità di questo tipo di partecipazione. Sara Conti, Maddalena Muccioli, Nicola Renzi, Tommaso Rossini e Gaetano Troina hanno riconosciuto alle Esposizioni Universali un valore strategico per un piccolo Stato come San Marino, sia sul piano dell’immagine sia su quello delle relazioni internazionali e della formazione di nuove competenze. Più interventi hanno anche rilanciato l’idea di un Commissariato permanente, per evitare che il patrimonio di contatti ed esperienze maturato in eventi come Osaka si disperda al termine di ogni edizione.
Nella replica, Pedini Amati ha definito “molto intelligente” la proposta di una struttura stabile e ha aperto a un confronto politico sul tema, pur precisando che sulla possibile partecipazione a Expo Belgrado 2027 non esiste ancora una decisione definitiva e che i tempi organizzativi sono ormai stretti.
La seconda parte della seduta, nel comma “comunicazioni”, si è spostata sulle polemiche legate all’evento NIAF di Milano e sul dossier Banca di San Marino. Le opposizioni hanno contestato la coerenza della maggioranza rispetto ai criteri di incompatibilità e distanza tra incarichi indipendenti e politica, richiamando la presenza di esponenti istituzionali insieme a figure vicine alla Democrazia Cristiana e ad altri protagonisti della scena economica.
Nicola Renzi ha parlato di “due pesi e due misure”, mentre Emanuele Santi e Gaetano Troina hanno riportato il confronto sul caso bancario, giudicandolo ormai una questione di interesse pubblico. William Casali, per la maggioranza, ha respinto entrambe le accuse, sostenendo che si stiano alimentando polemiche eccessive e che la vicenda della banca resti sostanzialmente privata.
Sara Conti ha invece insistito sulla necessità di coerenza politica e ha ricordato che in passato altre candidature erano state respinte proprio per ragioni di opportunità. Sul fronte bancario, Luca Boschi, Iro Belluzzi e Tommaso Rossini hanno richiamato la necessità di rafforzare il sistema finanziario e di accelerare il percorso di integrazione europea.
Pedini Amati ha confermato la forte preoccupazione del Governo per l’arbitrato internazionale e per il rischio di ricadute economiche e reputazionali sulla Repubblica. Ha spiegato che il Governo non dispone di informazioni sui potenziali acquirenti, ribadendo che il bisogno di rafforzamento patrimoniale dell’istituto resta però confermato dai vertici della banca e da Banca Centrale.
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