Commissione Consiliare II, mercoledì 3 giugno 2026 mattina

San Marino Fixing
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La Commissione Affari Esteri ha dedicato la seduta di questa mattina al riferimento del Segretario di Stato Luca Beccari sull’Accordo di Associazione con l’Unione Europea, in un confronto segnato anche dal caso della riserva posta dalla Bulgaria e dalle ricadute politiche della vicenda che coinvolge alcuni investitori bulgari. Sul tavolo anche la candidatura di San Marino al COSAC, i rapporti con l’Italia e con le istituzioni europee, la crisi in Palestina e l’episodio delle imbarcazioni sammarinesi inserite nel convoglio Global Sumud Flotilla diretto a Gaza.

In apertura, il presidente della Commissione Michele Muratori ha riferito dell’incontro svolto nei giorni scorsi con la Commissione Affari Europei della Camera dei Deputati italiana, definendolo molto positivo e utile a rafforzare la sintonia tra i due Paesi sul percorso di associazione all’Ue. Muratori ha inoltre annunciato l’avvio dell’iter per la candidatura di San Marino a osservatore del COSAC, considerandola un’occasione di interlocuzione stabile con i parlamenti europei.

Beccari ha poi aggiornato i commissari sull’attività internazionale recente, dalla Comunità Politica Europea in Armenia al Consiglio d’Europa in Moldavia, soffermandosi su sicurezza, intelligenza artificiale e tenuta delle istituzioni democratiche. Ha richiamato anche la firma della Convenzione sulla protezione della professione dell’avvocato, l’entrata in vigore del sistema Entry/Exit e i progressi sul riconoscimento dei passaporti sammarinesi in diversi aeroporti europei.

Ampio spazio è stato riservato alla situazione in Medio Oriente. Il Segretario ha riferito di aver convocato l’ambasciatore israeliano a Roma per contestare quanto accaduto a una delle imbarcazioni sammarinesi coinvolte nella flottiglia diretta verso Gaza, ribadendo la protesta per la violazione dello Stato di bandiera e la condanna per il trattamento riservato alle persone fermate. Beccari ha ricordato che San Marino ha già riconosciuto lo Stato di Palestina e continua a denunciare nelle sedi internazionali quanto avviene nella Striscia.

Sul punto sono intervenuti vari consiglieri, da Nicola Renzi ad Antonella Mularoni, che hanno sottolineato il peso politico e simbolico della questione palestinese e della tutela della bandiera sammarinese, pur con sfumature diverse nelle valutazioni sull’azione del governo israeliano e sulla gestione interna della vicenda navale. Fabio Righi ha invece criticato il metodo seguito nell’incontro con la delegazione italiana e ha espresso forti perplessità sull’andamento dell’accordo europeo, sulla pratica bulgara e sul possibile ruolo di San Marino nel futuro Tribunale speciale promosso dal Consiglio d’Europa per i crimini di aggressione contro l’Ucraina.

Manuel Ciavatta, Matteo Rossi, Maria Luisa Berti e Lorenzo Bugli hanno difeso il lavoro del governo e della diplomazia sammarinese, insistendo sul valore del sostegno arrivato dal Parlamento italiano e invitando a evitare letture polemiche o allarmistiche. Anche Dalibor Riccardi ha ribadito la centralità del percorso europeo e chiesto che San Marino continui a farsi sentire sulle crisi umanitarie internazionali, a partire da Gaza.

La parte più delicata della seduta ha riguardato l’Accordo di Associazione. Beccari ha confermato che resta aperta la riserva del governo bulgaro, precisando però che non esiste una chiusura formale nei confronti di San Marino e che il dossier sarà ora esaminato in sede Coreper dalla presidenza cipriota. Ha respinto con durezza le ricostruzioni che ipotizzano trattative economiche con gli investitori bulgari, definendole infondate e offensive.

Le sue parole hanno innescato un confronto acceso con Fabi

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