Bolla AI e big tech Usa: cosa succede se tutto precipita? “È rischio sistemico”

San Marino RTV
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Le grandi aziende tecnologiche americane, come Amazon, Alphabet, Microsoft e Meta, prevedono di investire 650 miliardi di dollari nel 2026 per data center, chip e infrastrutture di rete dedicate all’intelligenza artificiale.

Queste spese record, emerse dalle trimestrali recenti, alimentano dibattiti sulla sostenibilità: i ricavi derivanti dall’IA rimangono per ora limitati, con pressioni sui margini operativi.

Microsoft ha annunciato 35 miliardi solo nel primo trimestre per GPU e CPU, mentre Meta adotta un approccio “AI-first” con budget tra 115 e 135 miliardi.

Analisti avvertono di un possibile “brucio di cassa” per Amazon, nonostante segnali positivi come l’accelerazione del cloud di Alphabet e l’adozione di Copilot da parte di Microsoft.

Due scenari estremi emergono per fine 2026: un boom trasformativo con crescita del Pil Usa al 3,5% annuo, o un crollo simile alla bolla dot-com, con recessione degli investimenti e lieve recessione.

Il rischio sistemico cresce se la bolla speculativa scoppia, estendendosi oltre l’IA a mercati finanziari e occupazione, con impatti su consumi e produttività.

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