“Ben 224 persone hanno chiesto aiuti”

San Marino Fixing
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L’immagine di San Marino come un’isola di benessere inalterato rischia di diventare un velo che nasconde una realtà sociale molto più complessa e fragile. La Caritas Vicariale del Titano lancia un allarme chiaro, evidenziando come l’aumento dei costi della vita, non compensato da un adeguato adeguamento dei salari, stia spingendo numerose famiglie verso la soglia della povertà. Le criticità maggiori si riscontrano in chi non possiede una casa di proprietà e deve affrontare affitti o mutui pesanti, colpendo in particolare i nuclei monogenitoriali con figli minori, che rappresentano quasi la metà di chi chiede aiuto.

I dati raccolti nell’ultimo anno fotografano questa sofferenza con precisione millimetrica. Sono state novantatré le famiglie che hanno bussato alla porta della Caritas, coinvolgendo complessivamente 224 persone. Tra queste figurano sessanta nuclei residenti in Repubblica, ventisette cittadini ucraini regolarmente soggiornanti e alcune famiglie domiciliate nelle zone di confine. L’assistenza non è stata sporadica, ma si è concretizzata in un supporto mensile costante presso il Centro di Ascolto di Cailungo, dove sono stati distribuiti oltre ventiseimila articoli tra generi alimentari e prodotti per l’igiene.

Oltre ai beni di prima necessità, la richiesta di aiuto si è estesa a spese strutturali difficili da rimandare, come il pagamento di utenze domestiche, assicurazioni e canoni di locazione. In totale, l’organizzazione ha messo in campo oltre duemila interventi, raggiungendo un valore commerciale di circa cinquantaduemila euro. Questo sforzo imponente è stato reso possibile solo grazie a una solida rete di solidarietà che coinvolge istituzioni storiche come la SUMS, la Fondazione Banco Alimentare e la Fondazione Graziana Graziani, i cui contributi hanno permesso di garantire buoni spesa e rifornimenti costanti per l’emporio.

Guardando al futuro prossimo, la Caritas rivolge lo sguardo verso Palazzo Pubblico, dove il Consiglio Grande e Generale si appresta a discutere nuove norme contro la denatalità e a tutela del welfare. L’auspicio è che la politica sappia individuare soluzioni eque e concrete per sostenere chi è rimasto indietro. L’associazione si dice pronta a collaborare attivamente, offrendo i propri dati e la propria esperienza sul campo per contribuire a riforme che garantiscano una reale tenuta sociale del Paese.

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