La magistratura sammarinese ha bloccato il tentativo di acquisizione della maggioranza di Banca di San Marino da parte della holding bulgara Starcom.
Banca Centrale ha respinto l’operazione lo scorso ottobre, dopo il versamento di 15 milioni di euro a titolo cauzionale, ora sequestrati.
Due persone sono state arrestate con accuse di amministrazione infedele, corruzione privata e riciclaggio, inclusa l’ipotesi di una tangente da un milione di euro.
Le indagini ipotizzano un piano per attentare alla libertà dello Stato, minacciare le autorità e ostacolare l’associazione con l’Unione Europea.
Lo Stato si è costituito parte civile per tutelare la reputazione nazionale e garantire la legalità delle procedure.
Starcom denuncia un “piano parallelo” per politicizzare la vicenda e mascherare problemi giudiziari sammarinesi.
Partiti come Repubblica Futura chiedono chiarezza su chi ha introdotto gli investitori bulgari e pretendono interrogazioni diplomatiche con Bulgaria e UE.
Il governo riafferma l’impegno per l’accordo europeo, senza interruzioni, priorizzando stabilità finanziaria e trasparenza.


