Assen Christov, imprenditore bulgaro alla guida di un colosso holding con oltre 400 milioni di capitalizzazione, denuncia un episodio che getta ombre sul sistema bancario sammarinese.
Nel 2024, la sua società Starcom Holding ha offerto 15 milioni di euro per acquisire la maggioranza di Banca di San Marino, versando i fondi direttamente sul conto della banca con l’avallo della Banca Centrale.
Approvato dal Cda all’unanimità, l’affare si è bloccato improvvisamente: i soldi sono svaniti e contro l’azienda è partita un’inchiesta penale senza precedenti.
Christov accusa una “cricca” di potere locale di aver orchestrato il tutto per trattenere sia la banca sia il denaro, definendolo un “furto di Stato mascherato da regolamentazione”.
Non contro San Marino nel suo complesso, ma contro questo gruppo ristretto, l’imprenditore ha avviato cause in Italia, Bulgaria, tribunali europei e arbitrati internazionali.
La vicenda complica i rapporti con l’Ue: la Bulgaria frena l’accordo di associazione di San Marino, invocando garanzie su trasparenza e rule of law.
Intanto, una nuova legge sammarinese contro la stampa estera solleva dubbi sulla libertà di informazione proprio mentre il Titano cerca integrazione europea.


