L’affare bulgaro continua a scuotere la politica sammarinese, con il Partito Socialista che invoca la fine della nebbia su responsabilità politiche e amministrative legate alla tentata vendita di Banca San Marino.
Il cosiddetto “piano parallelo” emerge come fulcro delle polemiche: opposizioni come Rete e Repubblica Futura accusano la maggioranza di rinviare la Commissione d’inchiesta, promessa per aprile senza dettagli concreti.
Banca Centrale e Banca di San Marino smentiscono categoricamente le versioni del gruppo bulgaro Starcom Holding, negando richieste di veicoli societari, favoritismi o problemi di liquidità, e annunciano azioni legali.
Arresti, sequestri e voci di tangenti, complotti internazionali e massoneria alimentano il dibattito, mentre le opposizioni organizzano eventi pubblici per pretendere trasparenza immediata.


