Accordo UE-San Marino. Il premier bulgaro Rumen Radev ha detto no alla Von der Leyen. Il giorno dopo l’incontro, il terzo no del Coreper … di Marco Severini

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La Bulgaria ha confermato il veto sull’accordo di associazione con San Marino per la terza volta consecutiva, bloccando ancora il dossier dopo l’ultimo passaggio politico a Bruxelles. La svolta è arrivata dopo l’incontro del 28 maggio tra Rumen Radev, Ursula von der Leyen e António Costa, che non ha sbloccato la posizione di Sofia.

Nei giorni precedenti, il premier portoghese Luís Montenegro aveva lasciato intendere che l’intesa potesse arrivare già la settimana successiva, ma il suo calcolo si è rivelato errato. La presidenza cipriota aveva anche provato ad accelerare portando il testo direttamente al Coreper, saltando il passaggio EFTA, nella speranza di ottenere un via libera rapido.

La conferma del veto bulgaro ha riportato il dossier in stallo. Secondo le ricostruzioni, il colloquio di Bruxelles con la Commissione non ha modificato la linea di Radev, che continua a mostrarsi fermo su un’impostazione politica di rottura rispetto ai consueti equilibri europei.

Radev, vincitore delle elezioni del 19 aprile con il partito Bulgaria Progressista, è considerato da diversi osservatori una figura vicina alle posizioni più dure verso l’UE e più aperta al dialogo con Mosca. Il suo profilo politico spiega perché il confronto diretto con i vertici europei non abbia prodotto risultati.

Sul fronte sammarinese, il Congresso di Stato ha negato l’ipotesi di un accordo stragiudiziale da 60 milioni di euro, definendola infondata. La smentita non chiarisce però se esista una trattativa diplomatica in corso, tema sul quale il Segretario di Stato competente non ha fornito risposte dirette.

Il quadro resta quindi fermo: un accordo annunciato più volte come imminente non è stato chiuso, il veto bulgaro resiste e il dossier passa ora sotto la gestione della prossima presidenza di turno del Consiglio UE.

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