Crisi carburanti e voli a rischio: cosa fare in caso di cancellazioni o rincari

Libertas
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La crisi del carburante per aerei mette a rischio i voli europei nei prossimi mesi. Il perdurare della guerra nel Golfo Persico e la chiusura dello Stretto di Hormuz stanno bloccando le forniture di cherosene, con l’Europa che importa circa il 50% del suo fabbisogno dalle raffinerie della zona.

Secondo le stime delle principali compagnie aeree, da fine aprile le disponibilità di carburante potrebbero dimezzarsi. Ryanair e Lufthansa hanno già avvertito di possibili cancellazioni estive, con la compagnia tedesca che ipotizza il fermo fino a 40 aerei. I voli più vulnerabili ai tagli sono quelli su rotte frequenti, i collegamenti lunghi e le destinazioni turistiche insulari.

Il rischio riguarda soprattutto giugno, luglio e agosto quando il traffico raggiunge il picco. Se la situazione dovesse prolungarsi, le cancellazioni potrebbero toccare il 10-25% delle operazioni. Nel frattempo, i costi del carburante in aumento si riflettono già sui prezzi dei biglietti, con gli aumenti destinati a intensificarsi.

Le compagnie aeree stanno valutando scenari di riduzione della capacità operativa. Il governo tedesco ha già approvato un piano per ridurre la tassa sul traffico aereo da luglio, tentando di sostenere il settore. La situazione rimane comunque legata all’evoluzione del conflitto: una soluzione diplomatica entro metà aprile potrebbe evitare le conseguenze più gravi sulla mobilità aerea europea.

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