Il presidente Usa Donald Trump, in un discorso alla nazione, ha annunciato che la guerra con l’Iran è vicina alla conclusione, ma ha minacciato intensi bombardamenti su infrastrutture elettriche e petrolifere nelle prossime settimane se Teheran non accetterà le richieste di Washington, arrivando a parlare di riportare il paese “all’età della pietra”.
I mercati hanno reagito con un repentino ribaltamento: dopo un avvio ottimista con borse in rialzo e greggio in calo, i listini sono crollati e il petrolio ha superato i 105 dollari al barile.
Teheran ha risposto con minacce di attacchi “devastanti” contro Stati Uniti e Israele, lanciando missili verso territorio israeliano, mentre il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha aperto a un dialogo indiretto tramite lettera, pur negando negoziati diretti.
Londra ha convocato una coalizione di 35 Paesi sullo stretto di Hormuz, la Cina ha invocato la fine delle ostilità e il Papa ha definito l’ora “oscura”; Israele ha intanto eliminato un comandante di Hezbollah nel sud Libano, imponendo misure severe ai confini.


