Starcom Holding, azionista di maggioranza bulgaro, ha notificato alla Banca Centrale e al Governo di San Marino l’avvio di un arbitrato internazionale a Washington.
La controversia nasce dal fallito acquisto del 51% di Banca di San Marino nel 2025, con un anticipo di 15 milioni di euro versato e poi congelato dall’Agenzia di Informazione Finanziaria.
Starcom contesta le indagini per corruzione e riciclaggio su ex membri del Cda, definendole un “piano parallelo” per mascherare irregolarità giudiziarie.
La holding minaccia una richiesta danni di almeno 150 milioni di euro, denunciando violazioni del giusto processo e ostacoli all’associazione Ue di San Marino.
L’investimento originale prevedeva 36-38 milioni complessivi per rilanciare l’economia sammarinese, ma è fermo tra sequestri e nuove offerte inferiori da Colombia.


