Referendum costituzionale, il No travolge il centrodestra italiano: a San Marino vince il Sì in controtendenza

GiornaleSM
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Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia italiana ha confermato la netta vittoria del fronte del “No” con il 53,74% dei voti a livello nazionale[1]. La consultazione di domenica 23 marzo ha registrato un’affluenza record del 58,93%, ben superiore alle previsioni iniziali[1]. Il voto ha fermato definitivamente la riforma della magistratura approvata dal Parlamento nel 2025, nota come “riforma Nordio”, che prevedeva la separazione delle carriere tra magistrati[3].

La sconfitta rappresenta un colpo significativo per il governo Meloni e la coalizione di centrodestra. La premier ha dichiarato di rispettare la decisione popolare, mentre dalla maggioranza filtra una riflessione sulla “radicalizzazione dello scontro referendario” come fattore che ha pesato sull’esito finale[2].

In controtendenza rispetto al resto d’Italia, anche a San Marino il voto estero ha visto prevalere il “Sì” con il 51,84% contro il 48,16% dei “No”[10]. A livello regionale italiano, il “Sì” ha vinto in Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, mentre il “No” ha prevalso nella maggior parte del territorio[1].

Dal fronte dell’opposizione arrivano celebrazioni per la difesa dell’indipendenza della magistratura. Matteo Renzi legge il risultato come una “sconfitta politica del governo”, mentre Giuseppe Conte lo interpreta come affermazione dello stato di diritto[5].

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