San Marino accelera sulla strada dell’indipendenza energetica, affrontando con determinazione le sfide legate alla dipendenza dall’esterno per l’approvvigionamento di energia, gas e acqua[5]. Il Consiglio Grande e Generale ha approvato all’unanimità il Piano Energetico Nazionale 2023-2026, uno strumento strategico per ridurre la vulnerabilità del Paese alle fluttuazioni dei mercati internazionali[1][7].
Attualmente San Marino copre solamente il 5,85% del fabbisogno nazionale tramite produzione da fonti rinnovabili, ma secondo le stime dell’AASS è possibile puntare a un 15% entro il 2027, principalmente mediante lo sviluppo del fotovoltaico pubblico e privato[3]. L’amministrazione sta concretizzando questa visione con progetti quali l’impianto fotovoltaico dell’AASS, destinato a produrre annualmente circa 200 MWh di energia da fonte rinnovabile[2].
La strategia prevede investimenti su più fronti: oltre all’autoproduzione interna, il Paese sta pianificando impianti anche fuori dal territorio, inclusi progetti nei depuratori delle acque reflue e nello smaltimento dei rifiuti, settori che potrebbero alimentare centrali a biomasse[5]. Per raggiungere una copertura significativa del fabbisogno energetico, si valuta l’implementazione di un progetto fotovoltaico da 50 MW in zone ad alta produttività nel sud Italia, in grado di apportare ulteriori 85 GWh annui[3].
Parallelamente, il governo sta razionalizzando il sistema di incentivi e agendo contro eventuali abusi nelle concessioni. L’approvazione di normative sulla cogenerazione industriale e sulla gestione delle reti in alta tensione rappresenta un passo verso maggiore trasparenza e corretta applicazione delle risorse pubbliche[4].


