La Segreteria di Stato per gli Affari Interni ha illustrato i contenuti e le modalità applicative del nuovo regolamento sulla cittadinanza sammarinese, entrato in vigore a seguito dell’approvazione della legge che abolisce l’obbligo di rinuncia alla cittadinanza d’origine per i naturalizzati.
La principale innovazione riguarda la possibilità, per chi acquisisce la cittadinanza sammarinese per naturalizzazione, di mantenere la propria cittadinanza originaria, allineando San Marino alle migliori pratiche internazionali e riconoscendo la ricchezza derivante dalla conservazione dei legami culturali di provenienza.
Il nuovo assetto normativo introduce contestualmente requisiti di maggior rigore: i candidati dovranno dimostrare la conoscenza della lingua sammarinese e possedere competenze relative alla storia e alle istituzioni della Repubblica. Questa duplice impostazione – apertura verso la doppia cittadinanza e rafforzamento dei criteri di integrazione culturale – rappresenta un equilibrio tra inclusione e responsabilità istituzionale.
Inoltre, la riforma prevede misure di tutela per gli originari che non hanno reso nei termini la dichiarazione di mantenimento della cittadinanza. Chi è stato cancellato nei ventiquattro mesi precedenti l’entrata in vigore della legge può richiedere il reinserimento nei registri anagrafici, purché residente al momento della domanda.
La Segreteria ha sottolineato che questo intervento modernizza le regole, riducendo gli ostacoli burocratici e rafforzando i processi di integrazione e coesione sociale. È stato inoltre confermato l’impegno a elaborare un Testo Unico sulla cittadinanza per garantire una normativa più coerente e di facile consultazione.


