Nel Consiglio Grande e Generale di mercoledì 18 marzo 2026 si è acceso il dibattito sul Decreto-Legge n.34, che modifica la normativa sui titoli del debito pubblico approvata solo pochi mesi prima con la Legge n.142/2025.
L’opposizione ha criticato aspramente il ricorso all’urgenza e le novità introdotte, come la possibilità di emettere titoli subordinati, applicare leggi estere e affidarsi a depositari stranieri.
Nicola Renzi (Rf) ha definito lo Stato “nave alla deriva”, Emanuele Santi ha lamentato lo svuotamento del ruolo consiliare e un indebolimento delle tutele, mentre Fabio Righi (D-ML) ha avvertito sui rischi di un debito perpetuo.
Il governo, con Gatti, ha difeso le modifiche per maggiore flessibilità sui mercati, introducendo un fondo di ammortamento separato con liquidità reale per ridurre progressivamente il debito, remunerato all’Euribor.
La discussione continua, in un contesto di emissioni programmate per 450 milioni di euro nel 2026.


