San Marino. Decreto Auto, RETE attacca: “La maggioranza vota al buio un provvedimento senza dati e senza visione”

GiornaleSM
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Il Consiglio Grande e Generale ha ratificato il Decreto-Legge n. 33 del 5 marzo 2026, che introduce misure urgenti per sostenere il settore automotive sammarinese, colpito dalle restrizioni italiane sulle immatricolazioni.

Approvato con 28 voti favorevoli e 9 contrari dopo un dibattito acceso, il provvedimento prevede una moratoria tributaria di 12 mesi sui vecchi crediti, senza erogazione di fondi pubblici, e l’introduzione del pegno rotativo sul magazzino per garantire liquidità.

Rossano Fabbri, Segretario di Stato per l’Industria, ha difeso la norma: su 72 operatori attivi, circa 33 sono esclusi per mancanza di requisiti, come almeno 5 anni di attività continuativa e assenza di pendenze esattoriali senza piano di rientro.

Le imprese beneficiarie, ridotte a 18-25 unità, devono operare nella legalità e non coincidere con soci o amministratori come unico dipendente.

L’opposizione ha criticato ritardi e mancanza di trasparenza, accusando interventi “ad personam”, mentre la maggioranza enfatizza la risposta a crisi esogene per tutelare posti di lavoro.

Parallelamente, il governo annuncia criteri più rigidi per nuovi autosaloni, con fideiussioni e autenticazioni notarili, per prevenire abusi e frodi.

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