La Commissione d’inchiesta sull’affare bulgaro diventa terreno di scontro politico a San Marino. L’opposizione, guidata da Rete, accusa la maggioranza di rinviare l’istituzione dell’organismo per chiarire responsabilità politiche su chi ha facilitato l’arrivo del gruppo Starcom, promotore della scalata alla Banca di San Marino.
I 15 milioni versati dal bulgaro Christov sono sotto sequestro, con ipotesi di tangente da un milione e un “piano parallelo” per delegittimare lo Stato, fino ad accuse di attentato alla libertà repubblicana.
La maggioranza, da Pdcs a Libera e Psd, frena: bocciato l’ordine del giorno per partire entro marzo, slitta ad aprile con un loro progetto di legge, privilegiando l’inchiesta giudiziaria.
Intanto, la Bulgaria minaccia veto all’associazione Ue di San Marino, legandolo al caso. Opposizioni convocano “Chiarezza Ora” il 16 marzo a Murata per fare luce immediata.


