A Rimini, studenti delle scuole medie hanno incontrato la straordinaria storia di Carlo Angela, padre di Piero e nonno di Alberto, medico antifascista che salvò decine di vite durante la Seconda guerra mondiale.
Direttore della clinica psichiatrica Villa Turina Amione a San Maurizio Canavese, vicino a Torino, Angela trasformò la struttura in un rifugio clandestino per ebrei, partigiani e dissidenti politici.
Sfida le leggi razziali fasciste falsificando cartelle cliniche e insegnando ai perseguitati a fingersi “matti”, con terapie fittizie per eludere le retate delle Brigate Nere.
Nato nel 1875 a Olcenengo, laureato in Medicina a Torino, si oppose pubblicamente a Mussolini accusandolo dell’omicidio di Matteotti, subendo rappresaglie che lo costrinsero a trasferirsi.
Riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” da Yad Vashem nel 2001, morì nel 1949 senza clamore, portando con sé i segreti di un eroismo silenzioso.
L’iniziativa, parte del percorso riminese sui Giusti, promuove la memoria come esercizio di cittadinanza attiva, ispirato al libro di Alessandro Q. Ferrari.


