Un capolavoro d’animazione franco-giapponese approda nelle sale italiane in questi giorni con una storia che mescola il reale e il sovrannaturale. Ghost Cat Anzu, prodotto da Shin-Ei Animation e Miyu Productions, ha già conquistato critica e pubblico nei festival di Cannes e Annecy.
La trama segue Karin, una bambina orfana di madre che viene affidata dal padre al nonno, monaco in un tempio di una piccola cittadina giapponese. A sorprendere la giovane è l’incontro con Anzu, un bakeneko, il celebre gatto fantasma della tradizione folklorica nipponica. Nonostante le iniziali divergenze caratteriali, fra i due nasce un’amicizia che li porterà in un’avventura straordinaria verso l’aldilà, dove Karin avrà l’opportunità di incontrare nuovamente la madre in modo del tutto speciale.
Quello che rende il film particolarmente innovativo è la tecnica di realizzazione. Le scene sono state prima girate con attori reali, successivamente ridisegnate fotogramma per fotogramma attraverso una metodologia simile alla rotoscopia. Il risultato è sorprendente: movimenti naturali e realistici si intrecciano con un universo popolato di spiriti, creature mitologiche e divinità minori, creando un’atmosfera dove il fantastico diventa parte della quotidianità. Un’opera eccentrica e anticonformista che celebra la libertà e l’immaginario creativo tipico dell’animazione d’autore giapponese.


