Iran Vs San Marino. L’ombra lunga di Teheran: i missili iraniani possono davvero raggiungere il Titano? Un’attenta analisi tecnica

GiornaleSM
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L’escalation militare tra Iran, Israele e Stati Uniti ha acceso i riflettori sulle capacità missilistiche di Teheran.

Dal 28 febbraio 2026, raid aerei congiunti hanno colpito infrastrutture nucleari e siti strategici iraniani, provocando una massiccia ritorsione con oltre 1200 missili lanciati in varie direzioni.

L’arsenale iraniano conta più di 3000 vettori balistici, tra cui Shahab-3, Khorramshahr e Sejjil, con gittate fino a 2000-3000 km, capaci di minacciare il Golfo Persico e porzioni del Sud Europa.

Missili come Ghaem-100 e Simorgh, derivati da programmi spaziali, potrebbero in teoria raggiungere l’Italia da posizioni ottimali, grazie a traiettorie complesse che eludono difese come i Patriot.

Teheran ha interdetto lo Stretto di Ormuz, colpendo navi e basi USA con droni Shahed e missili, mentre le sue scorte potrebbero esaurirsi in 12-14 giorni al ritmo attuale.

Paesi del Golfo, tra cui Emirati e Qatar, hanno subito centinaia di attacchi, con sistemi antimissile sotto pressione per costi elevati e saturazione.

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