Le tensioni belliche in Medio Oriente, con l’escalation del conflitto iraniano, stanno spingendo i prezzi dei carburanti oltre i limiti giustificabili.
A San Marino e in Italia, la benzina ha raggiunto i 1,67 euro al litro al self-service, mentre il diesel tocca i 1,732 euro, con picchi più alti in autostrada e al servito.
Federconsumatori denuncia aumenti spropositati, attribuibili non solo al greggio ma anche a speculazioni e al rialzo delle accise sul gasolio, introdotte dal 1° febbraio per allinearsi all’Italia.
Il gasolio registra un’impennata del 16% nelle quotazioni, colpendo soprattutto i trasporti su gomma che incidono sugli 86% dei beni di largo consumo.
Per un automobilista medio, la stangata diretta supera i 94 euro annui sui rifornimenti, più 111 euro indiretti sui prezzi al dettaglio.
A San Marino, il decreto del Congresso di Stato ha ridotto le accise sulla benzina di 4 centesimi ma aumentato quelle sul diesel, introducendo tassazione su biodiesel.
L’associazione consumatori avverte: senza vigilanza, i rincari rischiano di gonfiare bollette e inflazione, con effetti a catena su famiglie e imprese.


