Cronaca. Rimini, frode milionaria sui corrieri: perquisizioni in città e un indagato per caporalato

GiornaleSM
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Un’operazione della Guardia di Finanza denominata “Dirty Delivery” ha smascherato un vasto sistema di sfruttamento della manodopera nel settore della logistica, coinvolgendo anche il territorio riminese. L’inchiesta ha rivelato un meccanismo fraudolento costruito attorno alle consegne a domicilio per conto di Amazon.

I corrieri venivano formalmente assunti da società “serbatoio”, scatole vuote intestate a prestanome, create con l’unico scopo di assumere personale che di fatto lavorava per un’altra azienda. Questo schema permetteva di abbattere drasticamente il costo del lavoro evadendo tasse e contributi previdenziali.

L’indagine ha coinvolto quattordici persone nel registro degli indagati, con un soggetto legato direttamente alla provincia di Rimini dove sono state eseguite perquisizioni mirate. Due presunti capi dell’organizzazione sono stati arrestati a Trieste, mentre la rete dei complici si estende in diverse regioni.

I numeri dell’operazione sono imponenti: sono state scoperte fatture per operazioni inesistenti per un valore di 5,4 milioni di euro e individuati 120 lavoratori irregolari. Perquisizioni hanno interessato anche le province di Pesaro-Urbino, Modena e Milano.

Il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto un sequestro preventivo di beni per oltre 750mila euro, corrispondente al profitto stimato dell’attività illecita.

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