Il GIP del Tribunale di Rimini Alessandro Capodimonte ha convalidato il sequestro preventivo del Grand Hotel di Riccione, ratificando l’urgenza dell’iniziativa intrapresa dalla Procura lo scorso 24 luglio. Il vincolo giudiziario colpisce l’intera struttura ricettiva, includendo piscina, parcheggio, Torre, ristorante e bar, beni riconducibili alla società Marebello, di cui Gianni Andreatta ha detenuto la presidenza tra il 2020 e il 2023.
Sul versante opposto, il magistrato ha disposto il dissequestro delle società Paco beach Gyf, Oasi e dell’associazione Contatto. Nonostante la Procura avesse ipotizzato un ruolo di amministratore di fatto in capo ad Andreatta, queste entità restano per ora fuori dal perimetro cautelare. La gestione dell’asset sequestrato è stata affidata al nuovo amministratore giudiziario, l’avvocato Luca Giannini. Gli avvocati Stefano Caroli e Anna Maria Putignano, legali di Andreatta, insieme ai difensori degli altri cinque indagati, hanno annunciato che valuteranno l’impugnazione del provvedimento davanti al Tribunale del Riesame.
Alla base del procedimento penale vi è il fallimento della Marebello Spa, dichiarato nel 2023. Secondo l’accusa, sarebbe stato architettato un complesso meccanismo di subaffitti a catena e prestanome finalizzato a mantenere il controllo del complesso alberghiero, sottraendo risorse finanziarie ai creditori. I sei indagati, a piede libero, devono rispondere a vario titolo di bancarotta fraudolenta per distrazione, bancarotta preferenziale e false comunicazioni sociali.


