Sale a cinque il totale delle persone che si sono rivolte all’ambulatorio oculistico di Rimini a causa di disturbi alla vista manifestatisi dopo l’eclissi di sole dello scorso 12 agosto. Il gruppo dei pazienti si è ampliato con l’arrivo di una donna di circa 50 anni, giunta al pronto soccorso per un persistente bruciore oculare, e di due bambini, condotti dai genitori per controlli preventivi che si sono aggiunti ai due casi già registrati in precedenza.
Gli esperti sottolineano che, nonostante i numeri siano al momento limitati, la massima attenzione resta necessaria. È bene ricordare che le lesioni alla retina indotte da un’osservazione impropria del fenomeno non provocano dolore immediato e le conseguenze cliniche potrebbero manifestarsi solo in un arco temporale compreso tra le 24 e le 48 ore successive. Gli specialisti chiariscono inoltre che non esiste una correlazione matematica certa tra l’esposizione e l’insorgenza del danno.
Per una visione sicura di tali fenomeni, l’unico dispositivo raccomandato resta l’impiego di occhialini certificati secondo la norma ISO 12312-2. Risultano del tutto inefficaci e rischiosi, invece, l’utilizzo di comuni occhiali da sole, filtri improvvisati, vetri per saldatori o pellicole radiografiche. Le categorie che presentano un profilo di rischio più elevato includono, in particolare, la popolazione pediatrica e quella anziana.


