Aeroporto Fellini, luglio da record: volano i passeggeri e il network internazionale

REDAZIONE
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Il cuore pulsante della strategia internazionale del Fellini batte forte: con 113.466 passeggeri registrati a luglio, lo scalo di Rimini ha messo a segno il secondo miglior luglio di sempre, arrivando a sfiorare la storica vetta del 2011. Questo dato, che segna il quarto miglior mese in assoluto nella storia dell’aeroporto, conferma il trend positivo dopo il boom di giugno. Tra i segnali di salute del sistema, spicca il tasso di riempimento medio del 91%, con picchi d’eccellenza che hanno visto il volo per Kaunas toccare il 98% di occupazione.

Analizzando i flussi, la Polonia si conferma il primo mercato internazionale, generando 25.779 passeggeri, seguita dal Regno Unito con 15.961 passeggeri e dall’Ungheria con 14.655, quest’ultima trainata dal successo della rotta per Budapest. Un ritorno strategico è segnato dalla Germania, che grazie al collegamento con Colonia ha mosso 4.517 persone, riaprendo una rotta fondamentale per la Riviera. Complessivamente, il 53,7% del traffico mensile è stato alimentato da questi quattro paesi.

Il successo è frutto della sinergia tra le compagnie aeree: Ryanair e Wizz Air hanno movimentato da sole l’89,4% del traffico totale, affiancate da player come EasyJet, British Airways e Luxair. Guardando al bilancio dei primi sette mesi del 2026, il Fellini ha gestito 326.878 passeggeri, segnando una crescita del 40,6% rispetto al 2025.

Sui risultati interviene Leonardo Corbucci, AD di AIRiminum 2014 S.p.A.: “Non stiamo cercando di riportare il Fellini al suo passato: stiamo assegnando all’aeroporto una funzione nuova nel futuro della destinazione. Il secondo mese consecutivo oltre quota 100 mila dimostra che oggi Rimini e la Romagna dispongono di una piattaforma concreta per raggiungere i mercati internazionali“. Corbucci guarda ora alla sfida del consolidamento, invocando un’integrazione sempre maggiore tra accessibilità aerea, promozione territoriale e supporto istituzionale, ringraziando in particolare la Regione Emilia-Romagna per la politica di azzeramento dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco.

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