Riconvertire alberghi fuori mercato. Prende forma la ‘variante usi’ a Rimini

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La giunta comunale di Rimini ha adottato la variante al Psc e al Rue che ridisegna le destinazioni d’uso delle strutture ricettive nella fascia turistica. Il provvedimento punta a favorire la riqualificazione degli alberghi fuori mercato e a consentire nuove funzioni compatibili con il turismo, ma non la trasformazione generalizzata in appartamenti o unità residenziali.

La misura riguarda circa 1.070 hotel censiti in città, 154 dei quali già chiusi. L’obiettivo è accompagnare il riassetto del settore, oggi segnato da molte strutture non più sostenibili economicamente, aprendo la strada a riconversioni verso residenze turistico-alberghiere, condhotel e ostelli in chiave contemporanea. Per gli edifici che superano la verifica di antieconomicità, la variante consente anche l’ingresso di forme di abitare sociale e collettivo come cohousing e coliving.

Restano esclusi, in linea generale, i cambi d’uso verso il residenziale privato, salvo alcune eccezioni già previste per 26 alberghi di Rimini sud a monte della ferrovia e per le strutture con meno di sei camere già liberalizzate. La normativa apre inoltre a funzioni complementari come spazi multiservizi, centri benessere, impianti sportivi, esercizi pubblici e parcheggi.

Per stabilire quando un albergo possa uscire dal vincolo, il Comune ha lavorato con la Camera di commercio della Romagna e con l’Ordine dei commercialisti a un modello di valutazione della redditività o dell’antieconomicità, basato sia sull’analisi dei bilanci sia su un piano economico-finanziario prospettico. La variante individua infatti più percorsi per verificare dimensioni, localizzazione e stato della struttura prima di autorizzarne la riconversione.

L’intervento si estende anche agli ambiti produttivi, con un ampliamento degli usi ammessi nel rispetto della vocazione dei poli funzionali. Dopo la pubblicazione sul Bollettino regionale, si aprirà la fase delle osservazioni per 30 giorni; seguirà il parere del Comitato urbanistico e poi l’approdo in consiglio comunale, con l’obiettivo di chiudere l’iter in autunno.

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