E se l’educazione sessuale e affettiva fosse questa?

GiornaleSM
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Il Senato ha dato il via libera definitivo al ddl sul consenso informato in ambito scolastico, una norma che introduce il passaggio obbligato dell’autorizzazione familiare per le attività legate a sessualità e affettività nelle scuole secondarie. Nei primi gradi di istruzione, inoltre, ogni intervento su questi temi viene escluso.

Per il ministro Giuseppe Valditara, la legge serve a proteggere i più giovani e a restituire centralità ai genitori, senza cancellare l’educazione affettiva: il governo ha infatti reso stabile in tutti gli ordini di scuola l’insegnamento di rispetto, relazioni ed empatia. Resta anche l’educazione biologica alla sessualità nei programmi di scienze e, alle medie, la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.

La riforma ha riacceso un confronto già molto acceso nel dibattito pubblico italiano, tra chi la considera una tutela dei minori e della famiglia e chi la legge come un freno a percorsi educativi più ampi. Su questa linea si inserisce anche l’intervento di don Gabriele Mangiarotti, che richiama il principio del primato educativo dei genitori e cita documenti internazionali e istanze d’Arengo presentate anche a San Marino.

Nel suo ragionamento, l’educazione sessuale e affettiva può avere spazio solo se non sostituisce la responsabilità primaria della famiglia e se si fonda su una scelta consapevole. Per questo propone di discutere apertamente anche contenuti di matrice fortemente identitaria e morale, sostenendo che, in una società democratica, il tema meriti un confronto serio e non ideologico.

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