Lavoro nel turismo, deserto un colloquio su tre. Petitti (PD): serve qualità

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In Romagna la richiesta di personale continua a crescere, soprattutto nel turismo, ma le imprese fanno sempre più fatica a trovare candidati. I dati Excelsior indicano che nel 2025 oltre un colloquio su tre nelle province romagnole è andato deserto, un segnale che per la consigliera regionale del Pd Emma Petitti non dipende dalla scarsa propensione al lavoro, ma dalla qualità delle offerte.

La Regione Emilia-Romagna rivendica di aver puntato sulla formazione per colmare il divario tra domanda e offerta. Negli ultimi cinque anni gli ITS del turismo hanno diplomato più di 1.200 giovani, con oltre l’80% di occupati entro un anno dal titolo.

A questi percorsi si aggiungono ogni anno più di 2.500 partecipanti ai corsi brevi gratuiti per cuochi, camerieri, receptionist e barman. In molti casi è prevista anche un’indennità di frequenza, mentre l’inserimento lavorativo supera il 60% nei sei mesi successivi.

Petitti sostiene che la Regione stia formando profili qualificati, ma che il settore debba fare la sua parte garantendo contratti stabili, salari adeguati e condizioni di lavoro sostenibili. Senza questi elementi, osserva, i giovani scelgono altre strade.

Per questo è stato aperto un confronto con imprese e sindacati per arrivare a un Protocollo sulla qualità del lavoro turistico, con l’obiettivo di ridurre la precarietà e rendere più attrattive le stagioni. La sfida, secondo la consigliera, è chiara: competenze e formazione non bastano se poi il lavoro proposto non è all’altezza.

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