S&P Global. I Rating di San Marino sono stati alzati ad A-

GiornaleSM
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San Marino compie un nuovo salto nel giudizio di S&P Global Ratings, che ha alzato il merito di credito sovrano a lungo termine in valuta estera e locale ad **A-** da BBB+, confermando i rating a breve termine ad **A-2** e mantenendo un outlook stabile. La revisione premia una gestione fiscale prudente, conti pubblici solidi e una migliore stabilità del sistema finanziario.

L’agenzia ritiene che la Repubblica continuerà su una linea di bilancio cauta, in un quadro di crescita economica stabile. Tra i fattori che hanno sostenuto il miglioramento c’è anche il rafforzamento del legame con l’Unione europea: l’attuazione dell’accordo di associazione è vista come un ancoraggio per governance, commercio e sviluppo.

Un altro elemento decisivo è il nuovo accesso di San Marino allo strumento EUREP dell’Eurosistema, la linea di liquidità della BCE che amplia in modo significativo la capacità della Banca centrale sammarinese di intervenire in caso di tensioni. Per S&P, questo rafforza la resilienza del Paese agli shock esterni e migliora la credibilità del quadro monetario.

Nel giudizio dell’agenzia restano comunque alcuni limiti strutturali: la ridotta flessibilità monetaria, le vulnerabilità ancora presenti nel comparto bancario e una qualità degli attivi che, pur migliorata, resta inferiore a quella di economie sovrane comparabili. Al tempo stesso, S&P segnala progressi nella riduzione delle esposizioni deteriorate, scese sensibilmente rispetto ai livelli di fine 2022 grazie anche alla creazione di una società pubblica di gestione degli attivi.

Sul fronte macroeconomico, S&P prevede una crescita reale moderata, intorno all’1% medio annuo nel periodo 2026-2029, con disoccupazione sotto il 4% e avanzi primari di bilancio superiori all’1% del PIL. Il debito netto è atteso in calo progressivo fino a circa il 38% del PIL nel 2029, mentre il surplus delle partite correnti resta su livelli molto elevati e conferma la forza della posizione esterna sammarinese.

Per l’agenzia, la sfida principale resta trasformare questi miglioramenti in una crescita più duratura, anche attraverso l’accordo con l’Ue, il rafforzamento del settore bancario e una maggiore diversificazione dell’economia.

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