Manifattura made in Rimini. Un convegno per parlare di eccellenze e criticità

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A marzo 2026 la produzione industriale dell’area euro è tornata a salire dello 0,2% su base mensile, ma su base annua resta ancora in calo del 2,1% e lontana dai livelli di inizio 2021. In Italia il quadro non è più brillante: la produzione industriale è sostanzialmente ferma da 15 anni e nel primo trimestre di quest’anno ha segnato un ulteriore -0,2% rispetto ai tre mesi precedenti.[1][2]

In questo scenario si inserisce anche la manifattura riminese, un comparto spesso poco raccontato, salvo quando emergono crisi aziendali e rischi per l’occupazione. Proprio da questa esigenza nasce l’incontro pubblico “Manifattura made in Rimini”, in programma giovedì 4 giugno alle 17,30 nella sala Massani della Fondazione Righetti, in via Cairoli 63 a Rimini.[2]

All’iniziativa parteciperanno imprenditori ed esperti del settore, con il coordinamento del giornalista Primo Sivestri dell’Istituto Gramsci di Rimini. Al confronto interverranno Maurizio Focchi, presidente di Focchi Spa, Leonardo Piepoli, HR Director di Vici&C, Michele Sartini, ceo di Mobili Olivieri, e Pietro Elefante, project manager di Tecnologie e Ambiente. Le conclusioni saranno affidate all’assessore alle Attività produttive del Comune di Rimini, Juri Magrini.[2]

I numeri aiutano a capire il peso del settore sul territorio. A fine 2025, a Rimini le imprese manifatturiere in senso stretto erano 2.356 su poco più di 34 mila attività complessive, pari a poco meno del 7% del totale.[2]

La loro incidenza economica, però, è molto più alta della consistenza numerica: la manifattura genera circa il 15% del valore aggiunto provinciale, una quota superiore al doppio del suo peso in termini di imprese, anche se ancora leggermente sotto il 13,2% del 2010.[2]

Sul fronte dell’occupazione, secondo l’ultima rilevazione Istat 2025, il comparto dà lavoro a 41 mila persone, una cifra quasi allineata ai 43 mila occupati di commercio, alloggio e ristorazione.[2]

Ancora più marcata è la differenza sul piano salariale. La manifattura versa un monte salari lordo annuo di 540 milioni di euro, contro i 295 milioni del settore alloggio e ristorazione rilevati da Inps 2023.[2]

Il divario emerge anche nelle retribuzioni medie: un dipendente manifatturiero percepisce in media 28 mila euro l’anno, mentre nel turismo la media scende a 8 mila euro.[2]

Anche limitando il confronto ai soli contratti a tempo indeterminato, la distanza resta netta: circa 30 mila euro nella manifattura contro 17 mila nel turismo.[2]

Da qui l’idea di rafforzare il sostegno al settore, anche favorendo nuovi investimenti: la manifattura, a Rimini come altrove, resta uno dei principali motori di ricchezza e un presidio importante per l’occupazione qualificata.[2]

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