Quella che doveva essere una mattinata dedicata alla ratifica di 16 decreti si è trasformata in un acceso confronto in Consiglio grande e generale sulla vicenda della Sumud Flotilla.
Il dibattito è esploso dopo il sequestro, in acque internazionali, di due imbarcazioni battenti bandiera sammarinese da parte della marina israeliana, episodio reso ancora più grave dalla diffusione di un video con il ministro Ben Gvir, che ha suscitato sdegno internazionale.
La discussione si è innestata sulla ratifica del decreto delegato n. 31 sulla navigazione marittima, ma sin dai primi interventi ha assunto un forte profilo politico.
Matteo Zeppa, di Rete, ha chiesto una condanna immediata e senza ambiguità dell’abbordaggio e del sequestro delle barche sammarinesi. La richiesta è stata condivisa da tutte le opposizioni e trovando sponda anche in esponenti di maggioranza come Libera e Psd.
Più consiglieri hanno parlato di violazione del diritto internazionale, ricordando che le navi con bandiera sammarinese sono assimilate a territorio dello Stato. Da qui la richiesta di chiarire le responsabilità e di sapere se sia stato aperto un fascicolo in tribunale.
Non sono mancate critiche al Governo per la mancata presa di posizione, soprattutto se confrontata con l’atteggiamento assunto da altri Paesi, Italia compresa.
I Segretari di Stato Alessandro Bevitori e Stefano Canti hanno riferito che la Segreteria agli Esteri si è già attivata, contattando le autorità israeliane e avviando approfondimenti diplomatici.
L’esecutivo ha assicurato che, qualora emergano violazioni, San Marino farà valere le proprie ragioni. Le opposizioni, però, hanno ribadito di non essere soddisfatte e hanno chiesto una reazione più netta e tempestiva.
Nel confronto è emersa anche una riflessione più ampia sul registro navale sammarinese, tra esigenze di competitività e necessità di controlli più rigorosi.


