San Marino senza discoteche, lo sfogo social: “Ipocrisia pura, così ignoriamo i problemi spostandoli fuori confine”

GiornaleSM
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La polemica sulla movida sammarinese torna ad accendersi dopo un post diventato virale nel gruppo Facebook “San Marino Risponde”, in cui un utente si chiede come sia possibile che in uno Stato non esista neppure una discoteca.

A far discutere non è solo la domanda, ma soprattutto il tono dello sfogo, che accusa la Repubblica di scaricare altrove i problemi senza offrire ai giovani uno spazio di divertimento in territorio. Una provocazione che ha raccolto decine di reazioni e riaperto un dibattito che ciclicamente torna al centro dell’attenzione.

Il tema, in apparenza semplice, tocca invece diversi nodi: l’assenza di un locale stabile per la notte, il confronto con gli anni in cui a San Marino le discoteche erano più di una, il rapporto con Rimini e la riviera, ma anche i costi di gestione, la sicurezza e la disponibilità di investitori.

Tra i commenti emerge con forza la questione economica. Per alcuni aprire oggi una discoteca sarebbe un’operazione poco sostenibile, tra costi elevati e ricavi incerti. Altri sottolineano che il pubblico giovane ha meno capacità di spesa rispetto al passato e che una serata in locale può diventare troppo costosa.

Non manca chi richiama il cambiamento delle abitudini. Secondo diversi interventi, oggi la cultura del divertimento notturno è diversa, anche per effetto di controlli più stringenti, maggiore attenzione all’alcol alla guida e nuove forme di socialità che passano meno dai locali tradizionali.

Il confronto si sposta inevitabilmente fuori confine. In molti osservano che i sammarinesi continuano a cercare svago a Rimini e in Riviera, mentre sono sempre meno i motivi per cui i giovani del territorio dovrebbero restare in Repubblica la sera. Da qui la critica a un sistema che, secondo alcuni, finisce per favorire l’uscita di consumi e frequentazioni.

C’è però anche chi legge la situazione in chiave culturale. Nei commenti ricorre l’idea che a San Marino manchi una reale apertura verso il nuovo, e che qualsiasi iniziativa legata alla notte debba fare i conti con diffidenze, proteste per rumore e traffico e una scarsa propensione ad accogliere cambiamenti vicino a casa.

Un altro fronte riguarda la sicurezza. Alcuni utenti fanno notare che, senza un servizio di trasporto notturno adeguato, raggiungere una discoteca in territorio sarebbe comunque complicato. Altri ribattono che i controlli sull’alcol andrebbero considerati una garanzia, non un ostacolo.

Il richiamo al passato alimenta la nostalgia di chi ricorda le discoteche frequentate decenni fa, quando gli spazi del divertimento erano più numerosi e il richiamo della notte sammarinese più forte. Ma c’è anche chi invita a non idealizzare quegli anni, sostenendo che il mercato di oggi non premierebbe più quel modello.

Resta così una domanda di fondo: la mancanza di una discoteca è solo il risultato di una valutazione economica, o segnala un limite più profondo, culturale e politico? Per alcuni si tratta di una scelta quasi obbligata. Per altri, invece, è il segno di un’occasione persa per trattenere giovani, consumi e socialità dentro i confini.

Il dibattito, rilanciato dai social, finisce per toccare una questione identitaria: che tipo di Repubblica vuole essere San Marino? Un territorio ordinato e senza eccessi, oppure un Paese capace di offrire anche spazi controllati di svago notturno?

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