Medio Oriente, Trump: “L’Italia non c’è stata per noi, noi non ci saremo per loro”

San Marino RTV
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Nella notte tra giovedì e venerdì, le strade di Beirut si sono illuminate con fuochi d’artificio e festeggiamenti spontanei per celebrare l’entrata in vigore della tregua con Israele, che ha interrotto sei settimane di intensi scontri. Al mattino, centinaia di auto cariche di sfollati hanno affrontato code chilometriche tra le macerie del sud del Libano, tornando verso case ridotte a cumuli di cemento, cavi elettrici penzolanti e palazzi rasi al suolo, come a Jibsheet e Nabatieh.

La tregua, della durata di dieci giorni e annunciata da Donald Trump e confermata da Benjamin Netanyahu, è accolta con sollievo dalla comunità internazionale, ma appare già precaria. Hezbollah ha lanciato un monito: in caso di violazioni israeliane, i suoi combattenti “terranno il dito sul grilletto” per difendersi. Trump, su Truth Social, ha invitato le milizie sciite a “comportarsi bene” in questo periodo cruciale, dedicando un post anche a un attacco all’Italia per il rifiuto di concedere lo scalo di Sigonella agli aerei Usa diretti in Medio Oriente: “L’Italia non c’è stata per noi, noi non ci saremo per loro”.

Intanto, la crisi mediorientale minaccia l’economia globale. L’Agenzia Internazionale per l’Energia avverte di possibili carenze di carburante per aerei in diversi Paesi europei entro sei settimane. In Italia, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini prevede una recessione certa senza un negoziato efficace.

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