San Marino, Conto Mazzini: confermata la confisca dei beni per 9 milioni

Corriere Romagna
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Il giudice delle esecuzioni ha confermato le confische dirette per circa 9 milioni di euro nel caso del Conto Mazzini, sancendo il definitivo passaggio allo Stato dei beni e del denaro ritenuti di provenienza illecita.

La decisione, depositata a marzo, chiude i tentativi di opposizione presentati dagli ex segretari di Stato Fiorenzo Stolfi, Claudio Podeschi, Pier Marino Menicucci, Pier Marino Mularoni e Gian Marco Marcucci, i cui ricorsi sono stati dichiarati inammissibili nonostante avessero ottenuto assoluzione o proscioglimento definitivo nei loro procedimenti.

Il provvedimento ribadisce che la confisca diretta dei beni di accertata origine illecita non costituisce una sanzione penale, bensì una misura ripristinatoria dell’ordine economico violato. Questo principio, confermato dal giudice di terza istanza, si allinea con i criteri internazionali secondo cui il crimine non può pagare.

La vicenda giudiziaria del Conto Mazzini ha attraversato numerosi passaggi: dalla sentenza d’appello del marzo 2022 all’inammissibilità della terza istanza nel novembre dello stesso anno, fino a questa decisione che pone un punto fermo sulla controversa questione delle confische, riaffermando la legittimità del provvedimento anche in assenza di condanna penale per i singoli imputati.

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