Medio Oriente: tensione alta sullo Stretto di Hormuz

San Marino RTV
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I colloqui di pace tra Washington e Teheran ad Islamabad si sono conclusi senza risultati concreti, riaccendendo le tensioni nello Stretto di Hormuz. Le divergenze rimangono profonde: mentre l’Iran chiede un accordo “ragionevole” e pone come condizioni irrinunciabili il cessate il fuoco in Libano e lo sblocco degli asset congelati, gli Stati Uniti accusano Teheran di aver rigettato punti cruciali della trattativa.

Il presidente Trump risponde con una linea durissima. Ordina un blocco navale immediato nello Stretto e incarica la Marina di fermare le navi che hanno versato “pedaggi” all’Iran, minacciando inoltre raid sulle infrastrutture energetiche iraniane se non si raggiungerà un’intesa. Il vicepresidente JD Vance, presente ai negoziati, conferma lo stallo. Nel Golfo Persico la situazione si militarizza: dragamine britannici e di altri Paesi alleati raggiungono la regione, mentre i Pasdaran iraniani rafforzano la loro presenza costiera.

La crisi diplomatica si allarga su altri fronti. Washington minaccia nuovi dazi nei confronti della Cina se fornirà armamenti a Teheran. Simultaneamente, i raid aerei israeliani nel sud del Libano proseguono senza tregua, complicando ulteriormente lo scenario regionale. Da Roma, Papa Leone XIV lancia un appello dal Vaticano per il cessate il fuoco e una soluzione pacifica dei conflitti.

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