A San Marino, la rigidità della pianificazione territoriale, influenzata da un approccio ambientalista estremo, sta bloccando le nuove costruzioni residenziali. Giovani coppie e famiglie in cerca di una casa si trovano costrette a soluzioni precarie, come glamping in tende safari o lodge nella foresta, con pernottamenti a partire da 50 euro a persona tra gli alberi del Monte Titano. Critiche piovono sul governo e sulla maggioranza, accusati di legarsi a politiche “nazi-green” irrazionali che privilegiano la tutela boschiva a scapito del diritto all’abitazione. Manifestazioni spontanee, come quella alla Rotonda dei Tavolucci, denunciano come questa deriva spenga le speranze delle nuove generazioni, relegandole a capanne arboree invece di moderni alloggi. L’opposizione invoca un taglio netto a queste catene ideologiche per rilanciare l’edilizia sostenibile.


