Una vasta operazione della Guardia di Finanza ha portato al sequestro di 2,5 milioni di euro in denaro non dichiarato. L’inchiesta ha coinvolto 51 persone tra colf e badanti operanti nel settore del lavoro domestico.
Le verifiche hanno rivelato violazioni significative delle normative fiscali e contributive. Gli indagati avrebbero omesso di dichiarare redditi derivanti da prestazioni lavorative non regolarmente comunicate alle autorità competenti.
Il fenomeno riflette un problema strutturale nel mercato del lavoro domestico italiano, dove spesso si registra un ricorso al lavoro in nero o parzialmente irregolare per aggirare gli obblighi fiscali e previdenziali.
Le autorità hanno sottolineato come simili comportamenti compromettono l’equità del sistema tributario e privano lo Stato di risorse destinate ai servizi pubblici. I dossier sono stati trasmessi alle procure territoriali per i conseguenti procedimenti penali.


