Nel 1986 Umberto Eco intervenne alla Reggenza di San Marino con parole profetiche sui rischi della comunicazione di massa.
Il celebre semiologo e scrittore, ospite del Consiglio Grande e Generale, criticò l’amplificazione delle voci superficiali, anticipando i dibattiti sui social media.
“I social danno parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar, senza recare danno”, affermò, paragonandoli a premi Nobel per il loro eguale spazio.
Eco auspicava un filtro per distinguere il sapere autentico dal chiacchiericcio, tema reso attuale dalla sua scomparsa, ricordata proprio dalla Reggenza in apertura di seduta.


