A dieci anni dall’entrata in vigore della normativa regionale contro il gioco d’azzardo, il Comune di Rimini fa il bilancio dell’applicazione delle distanze dai luoghi sensibili, fissate a 500 metri da scuole, parrocchie e altri spazi frequentati da minori e persone fragili. Il quadro è cambiato, ma restano ancora alcune situazioni non del tutto definite.
Sul fronte dei corner scommesse, cioè le attività non esclusive ospitate soprattutto nelle tabaccherie, nel territorio comunale ne sono stati censiti 13: solo uno era già conforme. Gli altri hanno ricevuto gli ordini di cessazione, poi confermati dopo i ricorsi al Tar, successivamente ritirati dagli stessi gestori. La Questura ha confermato la chiusura di tutte le posizioni irregolari.
Più complesso il caso delle sale scommesse con attività esclusiva. Su 23 strutture censite, 18 risultavano entro la fascia dei 500 metri dai luoghi sensibili. Anche in questo caso il Comune ha disposto la cessazione dell’attività, con la possibilità prevista dalla legge di trasferire la sede altrove. Nove operatori hanno scelto la delocalizzazione in altri comuni della regione.
Diversa la disciplina per sale giochi ed esercizi pubblici con apparecchi da intrattenimento, le cosiddette slot o AWP. In questi casi non è prevista la chiusura del locale, ma solo la rimozione delle macchine. Il termine, inizialmente fissato al 31 dicembre 2022, è stato prorogato più volte e, con la legge di bilancio 2025, slitta al 31 dicembre 2026. Riguarda 19 sale giochi e circa un centinaio tra bar, tabaccherie e altri locali aperti al pubblico.
La normativa regionale vieta l’apertura di nuove attività di gioco e scommesse entro 500 metri dai luoghi sensibili, che comprendono scuole di ogni ordine e grado, centri di formazione, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture sanitarie, centri giovanili e altri spazi frequentati da minori o persone vulnerabili. Per le attività già esistenti, la regola ha imposto negli anni chiusure, trasferimenti o la dismissione degli apparecchi.


